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TMW Radio
De Biasi: "Il talento non si costruisce, si scopre. Serie A? Bellissima lotta a tre"
06 apr 2022 19:10Calcio

Gianni De Biasi, ct dell'Azerbaigian, ha parlato a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando dalle estremizzazioni di chi sostiene filosofie calcistiche più spregiudicate o difensiviste: "Sono due fronti completamente diversi nel modo di concepire il calcio. L'Atletico Madrid ieri sera se l'è giocata come meglio credeva, ognuno mette in campo ciò che può, ci sarà sempre chi storce il naso ma ognuno ha la sua filosofia".

Come giudica la sconfitta dell'Italia contro la Macedonia? "Indigesta, i valori erano completamente diversi. Loro hanno fatto la loro partita, prettamente difensivi: feci così anche io con l'Albania nel 2015 in Portogallo, eravamo costretti e sapevamo che potevamo metterli in difficoltà due-tre volte per tempo e così è stato, vincemmo. Se hai giocatori abituati a certi palcoscenici, è più facile proporre un certo tipo di calcio". L'Italia del calcio non fa più i conti con se stessa? "Ciò che balza all'occhio quando mettiamo il naso fuori dai confini è che ci sono difficoltà. Quest'estate siamo stati la sorpresa assoluta, vincendo sì meritatamente ma passando per partite che potevano avere un risultato diverso. Fa parte del calcio. Siamo in un processo di cambiamento, è tutto più tecnico e organizzato ma mettiamo il becco fuori casa e troviamo realtà che hanno più forza, qualità e velocità. Si può far meglio e crescere, allenandosi di più e diversamente". Siamo ancora in grado di costruire profili di campioni? "Il talento non si costruisce, si scopre. Anche nei ragazzini mingherlini, magari non fisicati ma di abilità tecnica. Il problema principale credo sia quello: i talenti nascono, ci sono, in Italia come negli altri paesi. Ci vogliono poi però gli scout che vadano a scoprirli per farli crescere, senza però doverli snaturare. Se lavori solo su tattica e fisica, il talento si perde".

L'Atalanta può arrivare in fondo all'Europa League? "Spesso e volentieri ti sorprendono per come reagiscono, anche se ora non sono nel momento migliore. Ultimamente non ho visto benissimo l'Atalanta, però possono ripartire in ogni momento. Il cliente Lipsia, comunque, è scomodissimo. Le assenze si sentono e qualcosina stanno pagando, soprattutto in campionato".

Vede un'altra Roma? "Sì, c'è un'idea di gioco e un sistema eclettico: il 3-4-2-1 si adatta bene ai giocatori di Mourinho. Con il Bodo-Glimt poi avranno il dente avvelenato, visto il 6-1 subito quest'anno: oggi c'è una Roma diversa, più consapevole".

Che sosta è stata per l'Azerbaigian? "Il problema è avere così poco tempo a disposizione: in questa finestra abbiamo giocato con Malta e Lettonia, perdendo entrambe per 1-0. Abbiamo provato un sistema nuovo, anche se non avevamo tanti giorni". Ha un problema di centravanti, come fu per l'Albania? "Adesso all'Albania va bene, hanno qualità. Qualcosa davanti a me sicuramente manca, fatichiamo a realizzare per quanto invece costruiamo: ci lavoro, ma per il tempo che mi è dato di farlo. C'è un altro problema, caratteriale: se parti battuto perdi sempre, dobbiamo essere meno rassegnati e tirare fuori più orgoglio e determinazione. Su questo non sto ancora riuscendo a incidere, a trasferire il mio animo in una squadra timorosa". Il problema del tempo per i ct è risolvibile? "Le nazionali hanno i loro problemi, giocheremo quattro partite di Nations League in 12 giorni... Neanche ho i giocatori per farlo! Ti lasciano perplesse certe cose".

L'Inter è da Scudetto? "Sul piano del gioco la Juventus avrebbe dovuto vincere ma non l'ha fatto e con grande sforzo l'Inter si è portata a casa il risultato. La aiuterà, in questo momento della stagione. Credo che l'autostima ritrovata permetterà di riprendere il ritmo rallentato ultimamente... Parliamo di un campionato bellissimo, che si giocheranno tra le prime tre. Oltre all'Inter c'è il Napoli che gioca bene e il Milan che è ancora primo".