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Il noto procuratore Oscar Damiani è intervenuto in diretta a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. Le sue riflessioni iniziano dal Milan: "Non si poteva pensare che oggi sarebbero stati primi con 5 punti di vantaggio e avanti in Europa League, con anche un gioco di livello. Da quando Maldini e Massara possono lavorare in tranquillità i risultati si vedono: giovani di valore con un Ibrahimovic sempre fortissimo, ma con una squadra che si esprime anche senza di lui".
La grande esigenza è un un vice-Ibra? "Difficile trovare qualcuno che possa farne le veci sul mercato: quando manca Pioli riesce comunque a mettere dentro due punte, anche se meno fisiche, e si inseriscono da dietro".
Il difensore sì? "Credo proprio che abbiano le idee chiare sul mercato. Io avevo proposto loro Simakan, anche se solo da intermediario. Non sono il suo agente, è solo che allo Strasburgo ho dei buoni rapporti con il presidente...".
Capitolo rinnovi: Donnarumma sì, Calhanoglu nì? "Secondo me firmeranno entrambi. Il Milan non può proprio permettersi di perdere Donnarumma, mentre con Calhanoglu magari c'è qualche difficoltà in più per le richieste elevate ma credo che un accordo sarà raggiunto".
Quanto è solido il rapporto tra l'Inter e Conte? "Da fuori c'è una sensazione non troppo piacevole. I risultati contano ma non sono sempre determinanti: a questo punto però potrebbero provare ad arrivare allo Scudetto. Conte è un bravo allenatore, anche Lukaku è un giocatore molto forte ma non riesce a fare la differenza nelle partite decisive. Non mi sento di dare tutte le colpe al tecnico, anche i giocatori devono avere la forza di arrivare ai risultati che ci si aspetta".
Quanto sarà complicato collocare Eriksen? "L'hanno pagato una cifra importante, così com'è il suo ingaggio. Forse la soluzione migliore è dargli ancora fiducia, la vedo difficile trovare un'altra società e darlo via in prestito onestamente sarebbe una sconfitta".
Però non ha spazio. "Deve anche conquistarselo, meritarselo. A volte i giocatori stranieri si allenano in maniera un po' blanda, mentre i nostri allenatori vogliono sempre andare a mille. Ma non credo ai dispetti, credo che quella di Conte sia una scelta tecnica: Eriksen ha qualità, gli manca continuità. E in un grande club non sempre ti è concesso".
Serve un vice-Lukaku? "Complicato... Ci sono anche Sanchez e Lautaro, il problema tecnico fondamentale che nessuno dice è che secondo me Lautaro e Lukaku sono morfologicamente diversi, ma a livello di gioco sono due prime punte. Lautaro sa anche girare intorno, ma se manca Lukaku lì può sostituirlo Lautaro".
Meglio quindi un vice-Sanchez? "Dico di non prendere nessuno, hanno tanti giocatori bravi".
Ci crede al ritorno di Pogba alla Juve? "Molto difficile, costa tanto e prende 20 milioni lordi di stipendio. Quando un gicoatore se ne va, difficilmente a certe condizioni torna".
Locatelli? "Lui potrebbe essere un altro discorso. Anche perché alla Juventus manca un vero e proprio regista, e potrebbe essere una soluzione".
Si aspettava l'exploit di Kean? "Sì, il campionato è fisico e poco tattico: fa apprezzare la sua potenza, e sotto porta ci sa fare. Si sta comportando molto bene".
Perché non è scoccata la scintilla Icardi-PSG? "Ha avuto qualche problema fisico: quando sta bene è un grande goleador, di quelli che fanno comodo al PSG. Quello francese è un campionato molto veloce, fisicamente devi essere al meglio".
Che succede all'Atalanta? "Sta ottenendo grandissimi risultati, e non ci si può aspettare che vincano tutte le partite. Per me i risultati della stagione sono eccellenti, Gasperini deve lavorare con tranquillità e i risultati arriveranni".
Sarà l'ultimo anno di Gasperini? "Penso di no, secondo me i Percassi sapranno trovare le parole giuste. Gasperini stesso a Bergamo si trova bene".
Che gennaio c'è da attendersi? "I bilanci sono pesanti, i club fanno i conti e grandi spese non ce ne saranno. Non mi attendo trasferimenti troppo importanti".
Chi è la delusione di queste prime dieci giornate? "Forse la Juventus. La classifica è buona, ma a livello di punti ha fatto molto meno bene dello scorso anno. Ma delusione è troppo, ancora non me la sento".
Chi l'allenatore su cui dovrebbe scommettere oggi un club, De Zerbi? "Ragazzo straordinario, bresciano come me: lo conosco da quando era un ragazzino e a Sassuolo lavora con tranquillità. Prima di andarsene, però, deve trovare l'ambiente giusto. Non è uno che si muove tanto per andarsene".
