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Damiani: "In Francia decisione affrettata. Nel prossimo mercato meno affari"
06 mag 2020 19:00Calcio
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Il noto procuratore Oscar Damiani, esperto del mercato francese, si è espresso così ai microfoni di TMW Radio, intervenendo nel corso della trasmissione Stadio Aperto: "Come si fa a pensare che su centinaia di calciatori non ci siano positivi, anche senza sintomi? Questo è accaduto anche in altri paesi, eppure dovrebbero riprendere comunque. Se non ci fossero troppi positivi, si potrebbe pensare magari a giugno di riprendere il campionato, altrimenti sarà rimandato tutto all'anno prossimo, come avvenuto in Francia".

La Ligue 1 forse è stata un po' frettolosa? "Anche io avrei fatto come le altre nazioni, aspettando ancora un po', provando a ricominciare con gli allenamenti per vedere cosa succedeva. Tanto i calciatori sono monitorati, prima di fare le partite c'era un lasso di tempo per controllare, ma in Francia la scelta è stata del Governo, la federazione l'ha rispettata anche perché non poteva andargli contro".

C'è il rischio che cali ulteriormente la forza del campionato francese? "Aulas ha paventato questa possibilità che diventeranno più poveri tutti e che ci rimetteranno. Il mercato francese potrebbe perdere, ma internamente hanno la possibilità di avere giocatori giovani e forti. Quelli del PSG, per dire, non perderanno valore. La scelta è stata drastica, fermo restando che comunque qualche positivo ci sarà: questo però non significa che non si possa andare avanti per provare a rigiocare".

Qual è ad oggi la priorità del calcio italiano? "Penso che la B e la C non riprenderanno, molte società faranno fatica nei prossimi anni ad iscriversi ai campionati: potrebbe crearsi una situazione dove le squadre diminuiranno, e quindi diventerà automatico un cambiamento. Penso per esempio a un ridimensionamento della Serie C: sportivamente dispiace, ma a livello economico è un dato di fatto. La Serie A, che è un'industria oltre allo sport, valuta tutte queste cose".

La questione delle scadenze contrattuali al 30 giugno non sono state affrontate. "Non ho notizie, ma il tema viene procrastinato perché non vogliono prendere una posizione decisa. La federazione deve avere una risposta a certe domande, altrimenti è inutile anche riprendere il campionato. Potrebbe arrivare un intervento legislativo, ma prima di fare questo servirà aver ricominciato, e averlo fatto con le idee chiare".

Quante e quali anomalie si aspetta nel prossimo mercato? "Secondo me ci saranno tanti trasferimenti in meno, sia per la possibilità economica che per l'assenza di osservazioni sui calciatori. Difficilmente i migliori giocatori potranno essere trasferiti a grandi cifre, e questo magari potrà servire anche a lanciare dei giovani. Pure per il futuro della Nazionale". Può darsi che il campionato francese non abbia lo stesso valore nazional-popolare? "Sì, può essere, ci sono altri sport importanti in Francia. In più il Governo è decisionista, mentre la lega francese non è molto forte... L'industria calcio in Italia è molto più importante rispetto che alla Francia".

Che pensa della diatriba Spadafora-Lega? "Il ministro calma le acque senza voler prendere decisioni troppo affrettate. Succede spesso, in Italia: capisco lui ma anche federazione e società, che avrebbero un tracollo economico. Se c'è la possibilità, con tutte le garanzie del caso, è meglio per tutti riprendere. Però capisco che il Governo non dica di riprendere finché non ci sarà una situazione più tranquilla".

Radu sarà il vice-Handanovic? "Non lo so... Andrei è un grande portiere, ha sempre desiderato tornare all'Inter e nei prossimi giorni si vedrà. Potrebbe essere un'opportunità".

TMW Radio Regia
Oscar Damiani intervistato da Francesco Benvenuti, Raimondo De Magistris e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio