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L'ex calciatore Daniele Daino ha commentato in diretta a TMW Radio, durante Maracanà, i fatti del giorno. Ecco le sue parole:
Sedute facoltative. Come devono essere trattate?
"Mi sento spesso con De Zerbi del Sassuolo e mi diceva che intanto i calciatori saranno retribuiti fino a febbraio, ultima data delle gare. Dal momento in cui non c'è stata più la prestazione, si è sospeso tutto. Ora hanno ripreso ad allenarsi, seguendo il protocollo e un allenamento individuale specifico".
In questa situazione di allenamenti individuali vorrebbe essere pagato?
"E' una situazione di emergenza, mai capitata finora. Una volta un presidente gestiva il club in maniera passionale, se si andava in difficoltà, si interveniva direttamente. Oggi tutte le società sono trattate come aziende. Molte società se avranno meno introiti, andranno in crisi. I presidenti non metteranno mano al portafogli, sono pochi quelli che lo faranno".
Ci può dire tre cose che dovrà fare il Milan il prossimo anno?
"La società è il primo punto. E non intendo sul lato della vendita, ma più che altro sul fatto di creare una società forte in ogni settore. Si dovranno rivedere alcuni dirigenti. Giusto che si mettano in discussione se non vanno bene. Investire sui giovani poi è giusto, ma se ti chiami Milan e devi entrare tra le prime quattro, ecco che qualche errore è stato fatto. C'è bisogno di valorizzare i giovani che hai, come Theo Hernandez, ma attorno a questi devi inserire dei campioni. Ne servono altri 2-3. E credo che Biglia, per le sue condizioni, non possa più far parte di questo club. E poi c'è la questione allenatore. Pioli secondo me non sembrerebbe avere il curriculum del tecnico che può fare cose importanti".
Inter, che cosa farebbe con Lautaro?
"E' uno degli attaccanti più forti in circolazione. Se fossi l'Inter, lo darei via solo per una valutazione esagerata. Ma andarlo a sostituire ora uno come lui sarà dura. Per avvicinarsi a Juve e lazio, deve inserire un difensore centrale, e anche a centrocampo serve un giocatore fisico".
