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Cusin: "Ecco come sto vivendo la mia esperienza in Iran"
12 feb 2020 19:25Calcio
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© foto di Stefano Di Bella

Il tecnico Stefano Cusin è intervenuto a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio, per parlare delle sue esperienze all'estero.

Ora sei in Iran allo Shahr Khodro:
"Ci ero già stato tre volte durante la Champions League, avevo intravisto qualcosa e mi interessava. Un agente mi ha fatto la proposta e ho pensato che fosse la cosa che cercavo. Stramaccioni? Non mi sono confrontato con lui perché non lo conosco e poi a volte è sbagliato chiedere consigli. Ognuno ha la sua idea, volevo scoprire da solo".

La situazione geopolitica ti condiziona nel lavoro quotidiano?
"Non mi condiziona finchè sono in Iran. Abbiamo dovuto affrontare i preliminari di Champions con due partite fuori casa perchè la Federazione asiatica ha ritenuto la situazione politica non sicura e questo ci ha condizionati. La condizione politica condiziona anche lo sport".

Il tuo nome era finito su più taccuini:
"Mi fu chiesto se avevo paura di andare in Iran, visto che una settimana prima c'erano stati problemi con gli Usa. Secondo me i posti pericolosi sono altri, come Libia, Iraq, dove c'è una guerra in corso".

Che impatto è stato con l'Iran?
"Volevo scoprire il Paese la storia c'entra. Sono popoli importanti. Non è molto turistico ma è tutto da scoprire. E' molto simile all'Italia in tanti aspetti. La cucina per esempio è molto variegata, ricca. E' un Paese bello".

Come sono visti gli sportivi italiani?
"Adorano gli italiani, a prescindere. Ci conoscono bene, tutti i nostri marchi, il nostro campionato. A volte mi sorprendono. Ci rispettano e ci ritengono il Paese europeo più vicino a loro".

Che realtà calcistica è? Sembra in grande crescita:
"E' un Paese di 90 milioni di abitanti, ci sono giocatori con la cultura del lavoro. E ci sono le strutture. C'è grande passione e ci sono tutti gli ingredienti per avere un campionato competitivo. Esistono tre grandi club, anche la Nazionale è competitiva. Magari dal punto di vista tattico c'è qualche limite".

La famiglia è felice di girare così tanti Paesi?
"Mia moglie fin da piccola voleva girare l'Europa con il circo. Ho un figlio di 22 anni che parla perfettamente l'inglese e per lui è una risorsa. Viaggiare con la famiglia è bello, è un sostegno molto grande".

In futuro dove vorrebbe andare?
"Non ci penso tanto, vivo il presente. Quando capita un contatto, se il feeling è positivo con le persone, allora scelgo. Per esempio qui mi è piaciuto l'approccio di questo presidente".

Che campionato si aspetta?
"Cosa mi hanno chiesto? L'obiettivo è la qualificazione alla Champions, anche se non se ne parlava ad inizio stagione. Cerchiamo di consolidare la posizione in classifica e invece ecco che siamo lì". 

Dell'Italia cosa le è rimasto?
"E' stata fondamentale nella mia formazione. La trovo un pò triste adesso. Vedo poco entusiasmo, stadi vecchi. Per me il calcio è quelli degli anni 70-80 con stadi pieni, giocatori bandiera. Non è business".

TMW Radio Regia
Stefano Cusin, allenatore, sulla sua esperienza allo Shahr Khodro in Iran e sulle sue precedenti tappe in giro per il mondo. In studio Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
© registrazione di TMW Radio