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Alla radio di Tuttomercatoweb.com è intervenuto il giornalista de La Gazzetta dello Sport Mimmo Cugini, che ha commentato quanto sta accadendo in Federazione con il caso Andrea Pirlo in primo piano: "La situazione del calcio italiano è veramente drammatica. La decisione di Pirlo è stata fatta da Maldini e Leonardo e non si è tenuto conto della situazione russa. Di sicuro queste ultime parole di Malagò mi fanno pensare che non era d'accordo sul nome di Pirlo. Di sicuro il nome di Guardiola alla stampa è stato un grande rischio, nomi così li devi fare solo quando li hai fatti firmare, come la Germania che esce al Mondiale e il giorno dopo prende Klopp. Non ho capito le parole di Maldini su Ancelotti, non la capisco dal punto di vista della comunicazione, è stata fallimentare. La cenere su Pirlo covava già sotto, dai politici, da tutta l'opinione pubblica e adesso anche da Malagò che sta scaricando Maldini e Leonardo".
Si punta ai migliori del mondo ed esce Pirlo e come si fa a non sapere di una cosa del genere con la Russia?
"A me non piace neanche questo scarica barile di Malagò, ma chi comanda però? È inevitabile che ci sono state pressioni anche dai club di Serie A che vogliono Conte e si sa come la pensano e si sa chi vuole Malagò, che è Mancini. Malagò e Maldini per me erano le persone giuste del calcio italiano ma devo dire che anche io non ci ho capito nulla a meno che oggi pomeriggio non ci smentiscano, al momento è una situazione ancora più caotica di quella di prima".
Cosa frega ai tifosi italiani se Pirlo ha accordi commerciali con russi e arabi? È pieno di ex giocatori con accordi questo è solo una visione per far saltare il banco:
"Questo è possibile però dobbiamo metterci d'accordo su una cosa. Possibile che dirigenti di questo livello non sapevano di questo contratto? Dobbiamo mettere sul piatto che chi ha preso Pirlo doveva sapere quello che è succedeva e chi non voleva Pirlo, che sappiamo chi è, tirasse fuori questa storia".
Maldini e Leonardo forse non sapevano nemmeno di questa situazione?
"Di sicuro che fra meno di un mese l'Italia deve giocare partite complicate e non c'è ancora il ct".
I presidenti di Serie A e i politici cosa c'entrano con la scelta del commissario tecnico, anche dalle altre parti funziona così? La scelta dei presidenti era Antonio Conte?
"Qua c'è da aggiungere una cosa, non dobbiamo dimenticarci che il nome di Malagò è stato fatto dai presidenti di Serie A e tutto parte da li. Il nostro sistema è debole e questo ci ha portato a non qualificarci per 3 anni e questo ha diminuito il potere del presidente che reggono il sistema calcio italiano sopratutto dopo l'ultima eliminazione. C'è qualcosa che mi sfugge quando Malagò va a chiamare Maldini e ci metti giorni per convincerlo, sa che è lui che sceglie per questo poi mi sorprende tutto quello che succede dopo. Hanno fatto un gran casino. Malagò prima di questa esperienza ha lavorato in ambienti molto più soft, qui ci sono gli squali. Ora non si può tornare indietro con Maldini e Leonardo dopo che una settimana fa li hai corteggiati, anche se con le parole di oggi già li hai scaricati e adesso dici chi l'ha fatta la brutta figura".
Affidi la coppia a Leonardo e Maldini introduci una nuova coppia e poi ti sei pentito di quello che hai fatto?
"Quando succedono degli imprevisti ci si mette ad un tavolo e non bisogna per forza andare via. Dal punto di vista della comunicazione è stato un autogol clamoroso, però sembra che non si va avanti c'è un muro perché Malagò ha capito che se la Federazione non accetta Pirlo Maldini se ne va. Questo è un errore di Maldini non puoi pensare che tutto quello che chiedi arriva se non riesce prova anche a capire quello che è successo. Qua stiamo parlando della nazionale non di un club, questi comportamenti sono inaccettabili in nazionale".
