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Crisi Atalanta, di chi sono le maggiori colpe: Sarri o Giuntoli? Il parere degli ospiti di TMW Radio
03 nov 2026 17:00Calcio
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L'Atalanta continua in una serie di risultati deludenti. Il duro ko interno contro il Parma apre la crisi nel club, con Maurizio Sarri e Cristiano Giuntoli tra i maggiori indiziati. Ma chi ha più colpe? Ecco cosa dicono gli ospiti della radio di Tuttomercatoweb.com.

Stefano Impallomeni: "L'Atalanta è una squadra forte. Ha un organico competitivo, Sarri è intervenuto alla sua maniera, a gamba tesa per trasferire la sua metodologia di lavoro. Ci vuole tempo, la società se avrà la forza di mantenere questa unione, i risultati li vedremo più in là. ".

Pino Capua: "Non sarà che Sarri, ogni volta dove va da qualche parte, impone delle regole e qualcuno le rifiuta? E' un problema di rapporti umani, per me. Sarri ha bisogno di tempo. Alla Lazio passavano 3-4 mesi prima dell'inserimento di uno nuovo. Giuntoli non so cosa possa fare, se qualche acquisto o una rivoluzione, ma si è visto da subito che era un'altra Atalanta. O riprende fiato, o la vedo una situazione difficile da risolvere".

Roberto De Cosmi: "Sono dei principi completamente diversi, serve una adattamento dei giocatori e non è semplice. Quando giochi in una certa maniera e cambi, si crea una frattura in certi casi. Al netto anche degli infortuni che ci sono".

Luciano Zauri: "Nella passata stagione si era scelto di proseguire nella stessa direzione dell'idea di Gasperini, prima con Juric e poi con Palladino, che avevano dei concetti simili. Le cose però non sono andati e allora si è deciso invece di stravolgere, passando da un uomo contro uomo a tutto campo a du'interpretazione a zona clamorosa. La squadra però ha giocatori di livello per il campionato italiano, solo non adatti al gioco di Sarri. Si è stravolto tutto quanto fatto negli ultimi dieci anni. Giuntoli sa dove e come intervenire, il problema casomai è lavorare sul mercato. Ad ora la squadra non è né carne e né pesce. Il tecnico in questo momento avrebbe bisogno più di fogli bianchi, mentre molti elementi hanno una mentalità consolidata differente per via delle idee di Gasperini. Fanno fatica e questo si vede anche in campo".

Andrea Piervincenzi: "Ha sbagliato Giuntoli a scegliere Sarri. Doveva tenere Palladino, visti i risultati. E vediamo anche ora cosa sta facendo. perchè mandarlo via? Per prendere il nome? ora è una squadra senza arte nè parte".

Fabrizio Carcano: "Con una sosta si parlava di esonero di Sarri. Invece ci sono altre due partite importanti in questi giorni e la società ha fatto quadrato su di lui e si va avanti almeno fino a domenica sera. Ci sono riflessioni in corso, sono già iniziati dei contatti, vedi Pioli, Thiago Motta e Tudor".

Valerio Bertotto: "Negli ultimi anni l'Atalanta si è attestata su alti livelli, volevano dare continuità con Sarri a questo percorso. Ora non ci sta riuscendo ma bisogna considerare che non sempre le cose possano prendere una piega giusta".

Antonio Paganin: "E' un errore di Giuntoli quello di scegliere Sarri. L'errore è pensare di cambiare la mentalità di una squadra che da anni giocava in una maniera". 

Andrea Cocchi: "Ci vedo un errore nel prendere Sarri a inizio stagione, e in Sarri di accettare l'Atalanta". 

Gaetano Imparato: "Giuntoli colpevole, conosce perché Sarri faceva andare bene quel Napoli. Era uno spettacolo perché aveva davanti tre giocatori incredibili".

Alessandro Iori: "E' una situazione difficile, l'Atalanta sembra non abbia ancora saputo anestetizzare l'eredità di Gasperini. Aveva trovato forse l'uomo giusto in Palladino, poi bisogna capire perchè fa bene con Fiorentina e Atalanta e poi nelle relazioni con i club non è stato brillantissimo. Sarri e Giuntoli era un progetto affascinante, però evidentemente la cosa non sta funzionando".

Lorenzo Amoruso: "Ederson ha detto che si deve parlare meno e correre di più. E' una frase vera, l'Atalanta sta correndo meno. Poi hanno tanti infortuni, è vero, quindi ne va della qualità di gioco, ma qualcosa non torna. Ci può stare che dopo anni che qualcuno si stia sedendo, ma l'allenatore deve trovare la chiave per tornare a farli rendere".

Daniele Petroselli