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Il giornalista Paolo Condò ha commentato a Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, le notizie del giorno. Ecco le sue parole:
Come andrà a finire con il campionato?
"Come succede nelle leghe americane, serve un amministratore delegato di Lega che abbia la capacità di prendere delle decisioni per tutti. Fino a quando aspetteremo che siano i presidenti a farlo, è evidente che nessuno ha la visione per vedere il bene comune. Ci risparmieremmo queste scene grottesche, anche a tragedia in corso".
Pjanic mezzala con Bentancur davanti alla difesa: idea fattibile?
"Sarri parla delle quantità di palloni toccate da Pjanic, da sempre. Non è stato contento ed è evidente che si va in cerca di un'altra soluzione. In prospettiva poi il bosniaco può avere un ottimo mercato e magari la Juve sta pensando anche a questo. Ora Bentancur è pronto a diventare titolare o almeno stanno facendo questo ragionamento. E' stato esonerato un allenatore vincente come Allegri. Come con lui, ci si gioca molto in poche partite, quelle importanti, che devono ancora arrivare. Mandando via Allegri, lo fai perché ritieni maturo di poter puntare alla Coppa. E questo Sarri deve portare. Il lavoro fatto sinora è positivo. Ho visto nelle partite che contano, una Juve molto positiva. Parlo delle partite con l'Inter e con l'Atletico. Se alla fine arriverà almeno in finale di Champions, conquistando il campionato, la scommessa è vinta. Dovesse uscire, sono i risultati a dover decidere il suo destino".
La Uefa chiede un piano campionati entro il 27 maggio. Sarà rispettato?
"Come in altri settori, è necessario che vengano approntati tutti i vari piani per lo sviluppo della stagione. E' vero che non puoi giocare con 500 morti al giorno, ma la speranza è che questo numero vada a diminuire. Quando questa curva sarà scesa quasi a zero, il calcio dovrà essere necessariamente uno dei motori della ripartenza del Paese. I settori che creano ricchezza sono quelli che intercettano la passione delle persone. Il calcio riparte perché la gente lo vuole. Non si torna a giocare per il denaro".
