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Dopo 36 anni da Italia '90 - quando fu sconfitto dall'Argentina di Maradona - il Brasile lascia il Mondiale agli ottavi di finale. Con la Norvegia una gara sfortunata, con due protagonisti assoluti, entrambi in campo avversario: il portiere 'paratutto' Nyland e un micidiale Haaland. Abbiamo chiesto agli opinionisti della radio di TuttoMercatoWeb.com un giudizio sull'operato di Carlo Ancelotti e se il Mondiale americano è davvero una grande delusione per il suo Brasile.
Daniele Garbo: “Quella che attendeva Ancelotti era una mission impossible, tra le mani aveva una delle selezioni più modeste di sempre del Brasile. Ad eccezione di Vinicius aveva poca qualità, anche se ha avuto 4-5 occasioni enormi per passare in vantaggio. Non vedevo il Brasile oltre i quarti di finale, mentre la Norvegia ha un fuoriclasse assoluto che l’ha portata ai quarti di finale. La Norvegia ci ha rifilato sette gol in due partite, su dieci sfide che l’Italia può giocare contro Haaland e compagni la Norvegia ne vince nove”.
Massimo Bonanni: : “Non possono essere contenti, ma ho sempre pensato che la Norvegia potesse essere una sorpresa. Ieri lo ha confermato, è forte fisicamente, tecnicamente e tatticamente. La vedo molto bene e ha uno dei giocatori che sposta di più in assoluto, averlo o non averlo farà la differenza. La Norvegia potrà andare lontano, secondo me è più forte dell’Inghilterra. Ieri l’ho vista l’Inghilterra, è vero che era in inferiorità numerica ma negli ultimi 25 minuti non è mai uscita dalla sua area di rigore. Secondo me la Norvegia è più forte”.
Roberto Tricella: "Devo dire che il Brasile ha avuto l'occasione per andare in vantaggio e fare altri gol, devono solo fare mea culpa, hanno avuto cinque o sei occasioni tra il primo e il secondo tempo e non sono riuscito a concretizzare. Haaland un fenomeno, se avesse giocato per il Brasile Ancelotti avrebbe vinto 5-0. Puoi anche giocare bene quanto vuoi, ma quando hai quello che ti concretizza vinci, se non ce l'hai perdi, quella è la grande differenza. È caduto di qualità il Brasile, gli altri hanno alzato l'asticella, ma quando il Brasile concede il possesso palla per poi ripartire, denota il grande cambiamento di questa Nazionale. Io do delle attenuanti ad Ancelotti, se fa giocare così questa squadra evidentemente si è reso conto dei limiti della sua squadra. All'inizio del Mondiale quanti di voi pensavano potesse arrivare ai quarti? Io dopo averli visti giocare la prima volta pensavo non arrivassero a questo punto, nessuno pensava potesse vincerlo. Ripartirei comunque da Ancelotti, anche se ha sempre vinto con grandi giocatori, è sempre stato abituato a gestire grandi personalità che gli risolvevano ogni cosa. Oggi al Brasile non è più così".
Lorenzo Amoruso: "Davano tutti per spacciata la Norvegia, ma alla fine ha fatto una partita solida e compatta, con quel mostro calcistico lì davanti che ha approfitta di un Brasile che abbassato troppo presto il ritmo. Non ho mai pensato che potesse andare oltre i quarti di finale, ma la mia delusione è la Germania. Il Brasile non mi è mai piaciuto, non ho capito neanche la scelta di Neymar, non è più il giocatore che ricordiamo, aveva bisogno di tempo e di spazio. Ottimi giocatori, ma non fenomeni, Francia, Spagna e Germania erano più forti. Bene anche l'Inghilterra, sono duri a morire, ma il Messico ieri non l'ha gestita bene".
Massimo Orlando: "La Norvegia una volta sarebbe stata una follia pensarla ai quarti di finale di un Mondiale, ora c'è ed è lì pure meritatamente. Ancelotti ha sbagliato qualcosina, col Brasile devi imporlo il gioco, anche se non hai una generazione non fenomenale, ma neanche così scarso. Ho commentato la finale di Champions Real Madrid-Liverpool e ricordo che Ancelotti ce li ha queste giocate in cui aspetta dietro e poi cerca la giocata dei singoli per vincere la partita. Reputo questo Brasile tra i più brutti di tutti i tempi. Ripartire da Ancelotti, ma ha sempre vinto perché ha sempre avuto dei fenomeni. Chiaro che poi aggiunge la bravura di gestire il gruppo, ma se non escono i talenti in questi anni non mi aspetto grandi cose tra quattro anni. Adesso è un Brasile normale".
Impallomeni:"Non vedo basi sul Brasile per ripartire"
Tricella:"A Bremer manca la fase propositiva" © registrazione di TMW Radio
