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L'ex presidente juventino Giovanni Cobolli Gigli si è collegato in diretta con TMW Radio, intervenendo in diretta nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Che la Juventus debba rinnovarsi è fuori discussione, e per me il punto cruciale è il centrocampo, dove mi sembra si vogliano fare le cose giuste: chi ha esaurito il suo ruolo nella Juve, come Khedira, Pjanic o Matuidi, lasciano la Juventus, sta lasciando posto ad altri. Ora c'è questo Arthur che non conosco, e mi auguro non sia stato fatto un errore, oltre ad altri volti giovani come l'americano (McKennie, ndr) e Kulusevski. Con un centrocampo del genere puoi giocare davanti a tre con Ronaldo, Dybala, che speriamo rimanga e non ci facciano scherzetti, oltre al Suarez di turno, che sanno fare gol ma devono essere supportati da una difesa che fa filtro e un centrocampo che fornisce assist. Quella di Suarez sarebbe un'operazione temporanea, perché non è giovanissimo, ma di opportunità, arrivando da svincolato, con uno stipendio importante che però potrebbe essere abbattuto fiscalmente. Sembra una soluzione giusta. Mi spiace che ci si sia dimenticati di Bernardeschi: un po' se l'è voluto, ma è un ragazzo di classe. Chissà che con Pirlo non possa avvenire il miracolo, anche se tutto può avvenire. In difesa c'è stato un acquisto di peso come De Ligt che ha dato quanto ci si aspettava, oltre a due campioni un po' anziani come Bonucci e Chiellini, che però non possono giocare tutte le partite. I terzini sono un problema: Cuadrado potrebbe essere messo in un altro ruolo, ad esempio. Detto questo, mi pare che Suarez vada bene: non so se sia meglio lui o Dzeko, ma è evidente che ora la Juventus debba affrontare dei problemi che hanno tutte le altre. Il Covid ha cambiato il mondo e il calcio: ci sono stadi vuoti, mancano gli incassi, ma i debiti di oltre 350 milioni rimangono: è un momento importante, e Agnelli ha preso una decisione coraggiosa e giusta affidando la panchina a un giovane come Pirlo, che ha carisma nei confronti del gruppo e, se aiutato dai senatori, potrebbe fare un ottimo lavoro. Ma si tratta di una rifondazione: fantastici i nove Scudetti di fila, sperando che diventino dieci e pensando che sarà difficile arrivarci. Ma dal punto di vista finanziario mancano i soldi per la Champions, e non so quanto gli azionisti siano disposti a ripianare eventuali perdite".
Come giudicare l'avventura di Sarri? La Juve proteggerà Pirlo anche in caso di risultati non all'altezza? "Di Sarri non ho grande simpatia umana, e spero che tra qualche anno ci si dimentichi della stagione in cui è stato allenatore della Juventus. Guardiamo avanti con Pirlo, e Tudor ad affiancarlo: da tifoso, però, dico che non ha molto tempo disponibile purtroppo. I tifosi juventini hanno la bocca amara per la Champions e, nel limite delle possibilità, servirà una squadra in grado di fare una bella figura in Champions, oppure anche Pirlo agli occhi del tifo perderà un po' di credibilità. Il suo stipendio non aggrava di troppo i costi, anche se è normale essendo un esordiente ma non penso sia stato chiamato per questo. Credo comunque che i tempi siano stretti".
Quale potrebbe essere il prezzo di Dybala? "Se mai lo vendono, devono esserci i contanti per ridurre l'indebitamento. Vale almeno 100 milioni, e per come la vedo sarebbe una scelta disperata: Dybala ha dimostrato, anche grazie al buon rapporto con Sarri e alla fiducia avuta, di saper tirare fuori una classe che lo porta a livelli molto alti. Se diamo 10 milioni netti a De Ligt e ne daremo altrettanti a Suarez, sarà difficile non darli a Dybala".
Come avrebbe reagito di fronte a sfoghi come quelli di Conte all'Inter? Le piace il progetto nerazzurro? "Conte vuole giocatori maturi, cerca l'esperienza perché vuole vincere a tutti i costi ma penso che esageri nelle dichiarazioni del post-partita: sarebbe meglio che parlasse un giorno dopo... Non mi pare abbia granché da lamentarsi. Finalmente però l'Inter ha trovato una presidenza vera dopo l'epoca Moratti: questa famiglia cinese mi sembra in grado di programmare. Con Conte, è la mia opinione, hanno accordato delle cose che con Marotta non sarebbero potute succedere".
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