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L'ex centrocampista Benoit Cauet, intervenuto su TMW Radio nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando l'intervista dall'impegno che attende l'Inter in Champions League questa sera"All'inizio il girone sembrava più facile, quello che forse non è funzionato è stato perdere per errori individuali le partite contro l'Inter, l'aver commesso errori che normalmente non fanno. A Moenchengladbach si è vista la mentalità giusta, la concentrazione dal primo al novantesimo. Ora c'è bisogno di guardare le cose in faccia, e vincere stasera come prima cosa".
Chi ha sbagliato nell'affare Eriksen? "In questo caso è troppo facile dare tutte le colpe a uno solo: sia lui che l'allenatore hanno trovato difficoltà. Il club ha preso uno dei migliori giocatori degli ultimi tre anni, uno che ha una tecnica sopraffina e che ha portato il Tottenham in finale di Champions. Le colpe sono un po' di tutti, però...".
Il percorso di Conte passa dalla qualificazione? "Il processo di miglioramento è costante, al di là di questa partita che sarà da dentro o fuori. Spalletti aveva dato una base, Conte ha proseguito sulla stessa strada imponendo un'altra mentalità e un nuovo modo di giocare. Qualcosa è mancato, ma l'Inter sta crescendo e ogni volta aggiungendo un tassello: qualcosa riesce, altro no. Ma c'è una strada davanti".
Dove ritoccherebbe la rosa dell'Inter? "Giroud sarebbe ottimo, un giocatore campione del Mondo, che fa gol. Con Lukaku andrebbe a formare una coppia davvero interessante, ma l'Inter oggi mi sembra che abbia bisogno di un esterno di piede mancino, uno di corsa. Lì sta giocando sempre qualcuno col piede destro. Se se ne andranno Eriksen e Nainggolan, poi, c'è da capire chi può entrare".
Paredes del PSG? "Ha le caratteristiche che piacciono a Conte, sa fare entrambe le fasi, ha carattere e peso. Potrebbe fare al caso, ma rimane comunque un titolare del PSG, non uno facilissimo da prendere".
Si aspettava questo avvio di Kean nel PSG? "Meglio di così penso non potesse fare. Si è ambientato benissimo, si trova con i compagni: ha veramente stupito. Non per le qualità, che si conoscevano già, ma per il rendimento eccezionale. Bene per lui, secondo me la sua scelta è vincente. Penso che all'Everton non si fosse trovato benissimo".
Cosa c'è nel futuro del Marsiglia? "La società traballa, sta vivendo grandissimi difficoltà finanziarie. Lo scorso anno Villas-Boas li ha portati in Champions e ha garantito incassi importanti, ma non si sono praticamente rinforzando. Il ds è andato via, l'allenatore stava per fare lo stesso... In campionato ora sono secondi e stanno bene, stanno facendo un percorso interessante e non è un caso, ma in Champions il livello è troppo alto per la loro rosa".
Potrebbe esserci qualche sorpresa nel futuro di Icardi? Si aspettava di più da lui? "Fino all'anno scorso aveva fatto benissimo, ora dopo che si è fatto male non si vede più. Se il PSG l'ha comprato non è per caso, ma perché crede sia un grande attaccante. Ma dovrà tornare in campo e dimostrare, se gli altri però pedalano così si fa dura: il grande attaccante ha bisogno di sentire la fiducia dei compagni. Stare in panchina può andare bene per la prima stagione, in cui ti devi adattare, e se non segni più... Abbiamo visto l'anno scorso che con un mostro come Cavani, che ha fatto la storia del PSG, non è finita benissimo. Non giocava quasi più ed è dovuto andarsene: se Icardi non dovesse trovare spazio potrebbe finire sul mercato".
La vittoria di ieri può essere la scintilla per la Juventus? "Può aiutare. Per quello che ho visto ieri sera, però, anche se parliamo del Barcellona e fa piacere vedere i titoli dei giornali, ma quello di oggi non ha più niente a che fare col Barcellona che per 10 anni ha stravolto il calcio mondiale. Questo è un Barcellona totalmente diverso, ma Pirlo non può che essere aiutato da questa vittoria, visto che ha un percorso complicato: gli dà maggiore forza, spirito, concretezza in quello che sta facendo. Le difficoltà però non spariranno così: con il Torino e nelle partite prima si sono viste, ed è normale con un allenatore nuovo che deve imparare. Diciamo che aiuta, ma non risolve i problemi: ottimo comunque il primo posto. Il cambiamento arriverà partita dopo partita".
