Carissimi: "Italia Femminile poco compatta, ha agevolato le qualità delle danesi"

30 ott 2020 19:50Calcio

Marta Carissimi, ex calciatrice ed oggi commentatrice in tv per Rai Sport dell'Italia, ha commentato a Tutto Calcio Femminile su TMW Radio il ko delle Azzurre contro la Danimarca: "Martedì si è vista un'Italia che non ha espresso il suo miglior gioco, non è stata una grande partita. Una prestazione che non è pienamente sufficiente, di sicuro. La Danimarca ha giocatrici di grande talento, soprattutto in attacco. Dall'altra parte l'Italia ha agevolato molto il loro compito...".

Forse non sono così più forti... "Condivido. Hanno qualità, ma le danesi sono anche vulnerabili. Nei primi due minuti le avevano aggredite molto alte, e vero che sono solo due minuti, ma era una fotografia della vulnerabilità, di come fossero subito andate in difficoltà. Purtroppo dopo il gol l'Italia non è riuscita a ricompattarsi dopo il gol subito, il tempo ci sarebbe stato ma si è pian piano sgretolata lasciando l'espressione della massima qualità danese. Sono sembrate molto più forti, ma secondo me così tanto non lo sono".

Chi le è piaciuta di più nell'Italia? "Giacinti. Oltre il gol, per caratteristiche, ha fatto movimento e sa come impensierire una squadra fisica come la Danimarca. Riesce ad inserirsi bene, basta vedere il taglio sul gol. Quando è entrata Galli, poi, ha dato più equilibrio a centrocampo, perché nel due contro due si faceva più fatica".

Come l'ha vista Bonansea? "Più che focalizzarmi sui singoli, le partite si vincono e si perdono insieme: il calcio è uno sport di squadra, nel bene e nel male. La crescita passa proprio da questo: gli errori esistono, possono succedere e bisogna riconoscere la forza dell'avversario. Ciò che non deve mancare è la capacità di saper reagire, è lì che la squadra cresce. L'Italia ancora non è riuscita a fare questo salto mentale, è una questione di voler riprendere la partita anche contro le danesi. In vista del ritorno, tra le tante cose su cui lavorare, questa è una sulle quali porre l'accento perché fa la differenza in campo internazionale".

Che Italia serve al ritorno? "Bisogna andare lì senza fare calcoli, perché spesso portano all'opposto di ciò che si vorrebbe: liberi, consapevoli dei propri punti di forza e di quelli dell'avversario. Andranno lì per vincerla, non certamente per pareggiare, e alla fine saranno tirate le somme".

Le danesi difficilmente regaleranno qualcosa. "La Danimarca, come l'Italia, vuole passare il girone come prima in classifica, arrivare così all'Europeo ti fa essere in un pool diverso da seconde o da chi arriva dai playoff. Giocheranno come martedì, sono in casa e vorranno vincere: ci auguriamo di vedere una bella partita e una bella Italia".

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