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Calcagno (Aic): "Monitoriamo la situazione. Speriamo di finire i campionati, ma prima la salute degli atleti"
06 mar 2020 19:16Calcio
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

A Stadio Aperto, nel pomeriggio di TMW Radio, è intervenuto Umberto Calcagno, vicepresidente AIC, per parlare delle ultime vicende che riguardano il calcio e l'emergenza Coronavirus. Ecco le sue parole:

I calciatori sono tranquilli nel ripartire?
"No, ovviamente la tranquillità non c'è e non è il termine più appropriato. Ci sono percezioni differenti, è ovvio che la tutela della salute è il bene primario da perseguire. Le delibere del Governo permettono di giocare a porte chiuse e monitoriamo che tutto sia seguito a livello sanitario. Poi non sappiamo cosa accadrà, speriamo si possa finire i campionati, ma la regolarità degli stessi viene comunque dopo la salute degli atleti  e di chi lavora accanto a loro".

Non si può escludere che il contagio arrrivi anche ai calciatori. Se ci dovesse essere un caso in Serie A, quale sarebbe lo scenario?
"Sarebbe da valutare di volta in volta. E' successo alla Pianese, dove sono state attivate tutte le procedure. Potrebbe comportare delle problematiche. Dobbiamo garantire come sistema federale l'incolumità delle persone e poi la regolarità del campionato. Nel caso si dovrebbe rimodulare tutto e capire come non falsare il campionato. Saremo molto attenti e vigili nel prendere le decisioni più appropriate".

C'è condivisione anche con gli altri Stati?
"Stiamo portando avanti un campionato con grande responsabilità, ci sono ovviamente interesse economici grandi, ma deve essere valorizzato ciò che stanno facendo ora i giocatori. Tutti ci auguriamo di poter continuare questo spettacolo, ma sempre stando attenti e monitorando la situazione".

Come si sta vivendo questa situazione?
"Ci sono protocolli ben precisi che sono stati varati. Noi, in stretto contatto con l'associazione dei medici sportivi, monitoriamo che nel mondo professionistico che vengano rispettate tutte le direttive del Governo. E' difficile mantenere un metro di distanza in allenamento o negli spogliatoi, un rischio in più per i calciatori c'è e si percepisce, per questo va valorizzato quanto stanno facendo i calciatori. Per ora è un rischio calcolato, ma se dovesse cambiare qualcosa, rimoduleremo anche noi le nostre decisioni".

Come valuti la comunicazione della Serie A in questi giorni di crisi?
"Non mi piace valutare gli altri, soprattutto in una situazione emergenziale come questa dove le decisioni vanno prese in fretta. Mi auguro che si recuperi serenità e autorità. Se garantiremo la regolarità dei campionati, certamente non si potranno ottemperare gli interessi sportivi di tutti. Dobbiamo essere più elastici e non guardare agli interessi del singolo. Potranno capitare casi di squadre che potrebbero giocare di più". 

C'è la stessa percezione di questa situazione anche in altri Paesi?
"No, non è la stessa, ma non lo è neanche all'interno della nostra categoria. C'è differenza tra chi può essere in una zona rossa o uno che ne è lontano e vive in una realtà non toccata da questi eventi. Non ci si potrà mai mettere tutti d'accordo, per questo dobbiamo fidarci di chi ne capisce di più, tutelando sì lo sport ma soprattutto la salute degli atleti".

Per quanto riguarda il futuro?
"Da una decina d'anni chiediamo di iniziare prima il torneo, anche se sappiamo che è una cosa complicata, così come ad una Serie A con meno di 20 squadre. A me preoccupa tutto ciò che si sta sviluppando delle competizioni europee. Si parla di una nuova Champions League con nuovi gironi con più partite, con tornei già intasati non so quanto si possa chiedere di più ad atleti professionisti".

La Uefa dovrebbe valutare la situazione in vista degli Europei. Qual è la tua sensazione?
"Mi affido a chi se ne intende più di noi. Dobbiamo tenere in considerazione qualsiasi ipotesi. La situazione attuale prevede porte chiuse e si spera in qualche settimana di tornare alla normalità. Se così non dovesse essere la Uefa ripenserà a tutte le competizioni. Inutile però creare allarmismo, ma non va neanche sottovalutata la situazione. A noi interessa però la salute degli atleti e garantire gli eventi, finchè la situazione lo permette".

TMW Radio Regia
Umberto Calcagno, vicepresidente dell’Associazione Italiana Calciatori, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio