Cabrini: "Calciatori contagiati? Non sono dei supereroi. Tornare ad allenare una squadra femminile? No grazie"

27 mar 2020 20:52Calcio

Antonio Cabrini, ex calciatore italiano, è intervenuto su TMW Radio per parlare di calcio femminile e non solo.

Come bisogna affrontare questa situazione di emergenza?
“Si deve vivere con tranquillità, cercare di essere sereni e capendo che stiamo attraversando un periodo delicato per tutto il paese. Cercheremo di venirne fuori grazie all’unione e cercheremo di debellare questa pandemia. Ci vorrà parecchio tempo”.

Tu sei di Cremona che sta vivendo una tragedia
“La Lombardia è stata colpita in maniera considerevole e dura. Bergamo, Brescia e Cremona hanno subito un forte impatto. Ci sarà ancora molto da fare e parecchio da lottare. Si vive alla giornata, sperando che questo virus possa lentamente allontanarsi dal nostro paese”.

Gravina ha messo a disposizione Coverciano a tutte le persone che hanno problemi di salute, è così che il calcio deve dare una mano?
“Il calcio è fondamentale per fornire un aiuto alla società al livello economico, aiutando le persone e le strutture in difficoltà, e come veicolo di distrazione, per togliere il pensiero da questa epidemia. Ad esempio, guardando in televisione le vecchie partite cercando di distogliere lo sguardo dalla realtà”.

Come è cambiato il calcio femminile da quando tu allenavi la Nazionale ad oggi?
“Era un altro calcio perché le squadre femminili non facevano ancora parte delle società maschili. Si è lavorato molto bene nonostante le difficoltà. Oggi c’è stata una grande rivoluzione perché le ragazze sono diventate delle calciatrici vere. Il calcio femminile è molto diverso da quello maschile, è proprio un altro sport. C’è stato un passaggio importante, una crescita esponenziale del mondo femminile”.

A che punto siamo della crescita del calcio femminile?
“Siamo a metà dell’opera. In grande crescita, che però deve essere favorita da una mentalità professionistica e da un fattore atletico. Dovranno arrivare in Italia delle giocatrici che stanno danno moltissimo al calcio nel loro paese”.

Sei sorpreso dal velocissimo e vincente inserimento della Juve nel calcio femminile?
“La Juventus se entra lo fa per essere protagonista. Nel momento in cui la Juve ha deciso di entrare nel calcio femminile, circa tre anni fa, mi hanno chiesto quali fossero le giocatrici migliori. Io risposi che erano quelle che giovavano in Nazionale e la Juventus comprò due terzi di quella formazione”.

Cosa rappresenta Sara Gama per il calcio femminile?
“È sicuramente nel meccanismo del calcio italiano prima in punta di piedi e poi affermandosi e dando un’immagine precisa a tutto il movimento”.

Dybala ha detto che in questi giorni gli mancava l’aria e non riusciva a fare nulla, queste parole fanno riflettere?
“Si pensa che i calciatori siano supereroi e questa maniera di pensare è completamente sbagliata. In questa epidemia siamo stati presi di mira tutti anche gli atleti perché sono persone comuni”.

Con quale stato d’animo ripartirà un calciatore quando riprenderanno a giocare?
“Cambierà il modo di vivere dopo questa emergenza. Non so cosa accadrà dopo tanto meno ai calciatori. Ci saranno dei contraccolpi. Questo è un evento eccezionale che ha coinvolto il mondo intero e nessuno può prevedere cosa succederà”.

Ti saresti mai aspettato che 40000 persone avessero assistito a una partita di calcio femminile?
“Non me lo sarei mai immaginato, nonostante l’ingresso gratuito. È stata un’immagine televisiva molto importante verso i media che stanno ancora snobbando il calcio femminile. Manca ancora molto per far crescere il movimento”.

Ritornerai ad allenare una squadra femminile?
“No, rimango molto legato a questo mondo e alle ragazze che ho allenato, però il calcio femminile è uno sport a sé stante rispetto a quello maschile. Lascerò ad altre persone il compito di mandare avanti questo movimento”.


Tutto Calcio Femminile con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. In collegamento Luca Calamai e Antonio Cabrini © registrazione di TMW Radio

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