Bressan: "Non capisco la Fiorentina. Verde? Vorrei una rovesciata a domenica"

06 apr 2021 20:55Calcio

L'ex centrocampista Mauro Bressan è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando da un'analisi sulla rovesciata di Verde in Lazio-Spezia: "Bellissima! Mi sono emozionato perché vorrei vedere giocate così ogni domenica. Quel gesto, quella coordinazione...".

Ma è DNA o ci si può allenare? "Essere brevilinei può aiutare, ma guarda Ibrahimovic... Magari non essere troppo macchinosi aiuta, per quanto mi riguarda a me semplicemente è un gesto sempre piaciuto, sin da bambino, e allora l'ho provato e riprovato. Se lo fai spesso capisci il tempo della palla che arriva e quando alzare la gamba, per esempio".

Perché la Fiorentina non ingrana, ormai da qualche tempo? "Mi sembra una questione di fiducia. Se prendi i giocatori singolarmente meritano più di questa classifica, però manca l'entusiasmo di sapere di essere la Fiorentina e volersela giocare. Non capisco il perché. Qualche giocatore potrà mancare di personalità, o forse è questione di troppi pensieri stile barricate, stile dobbiamo salvarci. Quando non vengono i risultati poi viaggi a ritroso, e se non hai giocatori di forte carattere è dura invertire la rotta".

Come ha reagito alle dimissioni di Prandelli? "Io l'ho conosciuto a Venezia, si parla di vent'anni fa. Partimmo male, cinque sconfitte iniziale stile 1-0 al novantesimo, e lui non ci diede quella carica. Magari è stato quel momento un po' particolare, anche perché so che Prandelli è un ottimo allenatore".

Il Cagliari se la passa pure peggio. "Loro e il Torino sono squadre che si pensava non c'entrassero nulla con la lotta salvezza. Guardate la rosa del Cagliari, come fai a prevedere una stagione del genere? Con Semplici avevano vinto le prime due partite e sembrava potesse invertire la rotta come Ballardini, ma non è andata come a Genova. Non mancano più tantissime partite, e i punti di distacco cominciano ad essere veramente tanti. Se penso che una tra Torino e Cagliari quest'anno retrocede, mi fa strano, ed è molto probabile che succeda. Il Crotone mi sembra già giù come il Parma, che non ha giocato male ma ha perso troppe occasioni per fare risultato".

Perché qui da noi le seconde squadre non vanno come in Inghilterra? "Sono mondi e culture diverse, l'Inghilterra è pronta anche a dar spazio a chi non è prontissimo a giocare subito. Da noi i ragazzi escono dalla Primavera e poi magari finiscono a non giocare in giro per prestiti. Purtroppo la squadra U23 ce l'ha solo la Juventus, sarebbe stata invece l'occasione per cambiare".

Come giudicare il Bari? "Magari qualcosa di più potevano anche farlo, ma hanno trovato una Ternana devastante dall'inizio alla fine: sono stati sfortunati. Bari è una realtà che merita il palcoscenico della Serie A, e passare per i playoff per arrivare in B è veramente un terno al lotto. Sono troppe partite, e il rischio è molto alto. Se dovessero esserci strani scherzi, speriamo non ritrovino un'altra Ternana di turno e vincano il campionato".

Il suo ex compagno Giacomo Gattuso sta andando bene a Como. "Molto, ma non sono una schiacciasassi. Se la giocano, anche se Alessandria e Pro Vercelli sono alle costole. Per loro e la città sarebbe davvero una bella soddisfazione, è tanto tempo che sono nelle serie inferiori".

Il Napoli è favorito con la Juventus? "Se devo pensare a un discorso puramente tecnico, sulla carta, allora dico sì. Ricordo quant'era arrabbiato Gattuso per non aver giocato la partita, ora penso che arrivino più o meno uguali: il Napoli mi sembra in forma, e poi vi dico questo. Vado ogni tanto a Napoli a trovare mio figlio, e nello stesso posto abita anche Gattuso. Gli ho fatto l'in bocca al lupo e da lì ne ha vinte quattro di fila. Ora sabato torno, anche se visto che giocano in trasferta, non credo li troverò! Comunque sì, anche se la Juventus è sempre lei, il Napoli mi sembra favorito, ha l'occasione giusta. Nella lotta Champions una grande delusione ci sarà".


Mario Sconcerti, prima firma del giornalismo italiano, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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