Bressan: "Milan, il Liverpool arriva al momento giusto. Kessie? Meglio il silenzio"

15 set 2021 19:38Calcio

L'ex centrocampista Mauro Bressan ha parlato a Stadio Aperto, trasmissione pomeridiana di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando dal ritorno in Serie A di Mazzarri: "Probabile che gli sia stato promesso qualche acquisto, qualcosa di ciò che non è stato fatto in estate. La campagna acquisti del Cagliari non è stata esaltante e penso che Giulini non avesse feeling con Semplici: ha aspettato la prima occasione per l'esonero. Arriva un allenatore esperto e di carisma che avrà avuto sicuramente delle garanzie".

Se non credeva in Semplici, perché Giulini l'ha confermato? "Sul campo non ci sono giustificazioni a questo esonero. Se la giochi cinquanta volte, col Cagliari avanti di due gol, non so quante altre volte la perdi. Dopo tre partite, però, è troppo presto: non è mai scoccata la scintilla".

Si può recuperare il rapporto con Nandez? "Ho seguito la questione e pensavo sarebbe andato all'Inter. Già dalla prima partita del Cagliari però l'ho visto giocare con ardore, come se si fosse già dimenticato la promessa e il mancato trasferimento. Mazzarri parlerà con i suoi giocatori e gli dirà che vorrà fare un Cagliari forte: Nandez non può che esserne una pedina imprescindibile".

Che le ricorda Liverpool-Milan?. "Sarà un debutto assoluto ad Anfield per i rossoneri. Il Milan arriva dopo una grande partita come quella con la Lazio di domenica scorsa: sono in fiducia, mentale e fisica. Questa partita col Liverpool è un impegno probante ma arriva forse nel momento giusto. Bel test per capire se possano rimanere su livelli davvero super".

Che dire di Pioli? "Dico sempre che contano i fatti, in questi ultimi anni per lui è sempre arrivato un miglioramento. Ha esaltato e cresciuto dei giocatori giusti, oggi tutti dicono che il Milan non gioca a fari spenti, ma da candidata, assieme ad altre tre o quattro, allo Scudetto".

Finalmente Tonali? "È cresciuto, intanto, e poi dico che lo scorso anno probabilmente c'erano troppe aspettative. Agli stranieri concediamo un anno per prendere le misure, lo stesso serviva a lui. Domenica è stato straripante: grande convinzione, da veterano, geometrie e forza fisica. Pioli gli ha fatto fare il salto mentale, ha grande valore".

Della vicenda Kessie che pensa? "Sarebbe meglio non dire mai nulla... Prima senti dire che rimarrà al Milan, poi spuntano soldi in più... Se il motivo del mancato rinnovo fosse il milione più o in meno, è chiaro che gli ritorcerebbe contro certe dichiarazioni. Sono vicini, lo chiamano Presidente e ha sempre professato amore per il Milan: visto che si parla di tanti soldi, mi sembra non ci sia il caso di fare la guerra".

Merito di Italiano questa Fiorentina? "Con il suo gioco propone cose che stanno trovando la risposta dei calciatori. Penso a Callejon: si vede che è in fiducia, e vale per tutti quanti. Scendono in campo per comandare il gioco con coraggio, è questa la loro missione. Un allenatore così è troppo importante dal lato mentale".

Le piace Sottil? "Quando si parlava di altri esterni, non ero molto d'accordo, perché avrebbe significato un accantonamento per Sottil. Sono convinto sia il suo anno: ha doti incredibili, è giovane e può migliorare su cose come l'ultimo passaggio o la via del gol. Ha velocità e tecnica, può diventare un crack".

Che le sembra di questo avvio del Venezia? "Collauto e Poggi, due veneziani veri e attaccati, hanno fatto il possibile per avere una squadra competitiva. Il tassello fondamentale, e centro del progetto, è l'allenatore. Siamo davanti a un "porto di mare", visto quanti giocatori hanno cambiato. Con metodologie e principi di Zanetti, però, anche i nuovi arrivati hanno dimostrato il proprio valore".


Mauro Bressan ai microfoni di Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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