Borozan: "Merito a Bandecchi, la sua Ternana è un miracolo. Bari merita la A"

12 apr 2021 19:10Calcio

Vlado Borozan, dirigente sportivo, è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. L'intervista comincia dal gran campionato della Ternana: "Un miracolo calcistico. Due anni fa ci abbiamo giocato contro con la Vis Pesaro, erano in piena crisi ed è stato triste vedere una piazza così in difficoltà, appena retrocessa. Merito al presidente Bandecchi, ha dato parola a città e tifosi, facendo di tutto per ricomporre il giocattolo, ha saputo scegliere un gran collaboratore come Leone e, col contributo del dg Tagliavento, hanno azzeccato pure l'allenatore. Lucarelli li ha guidati verso questo traguardo incredibile, a inizio anno non erano tra le favorite, ma almeno quinto o sesti nelle graduatorie dei pronostici. Hanno fatto qualcosa di straordinario, battendo ogni record: una continuità di risultati spaventosa. Gente come Paghera sembrava destinata a lasciare il calcio, oggi è protagonista. Sono l'esempio di come fare le cose nel calcio, soprattutto quando arrivano i momenti difficili".

Come spiegarsi invece le difficoltà del Bari? "Il calcio è bello per questo, a inizio anno sembrava esserci un percorso determinato che si è rivelato però un peso. Il Bari, a differenza della Ternana, non ha saputo gestire la pressione, rimanendo vittima di numerose problematiche che non hanno permesso all'organico di esprimersi al meglio. La rosa è forte, la società ha fatto investimento ma non sempre il risultato sportivo va di pari passo con le speranze. Vale però il discorso della Ternana: tener duro, insistere, ricompattarsi. Una città del genere in terza serie è un peccato, tutti noi li vediamo in Serie A. Tra l'altro potrebbero pure vincere i playoff, anche se sarà dura".

Che futuro per la Serie C? "Tre anni fa sono entrato in Serie C, facendomi male a Santarcangelo, pagando un sistema che non funzionava già allora. Poi passando alla Vis Pesaro, con la Sampdoria come esempio di ciò che si poteva fare essendoci una partnership. Purtroppo solo la Juventus ha fatto la squadra U23, sarebbe potuto arrivare più blasone. Purtroppo in Italia poi non c'è tempo per niente, vieni subito giudicato e coi social anche chi non ha voce in capitolo può parlare. Certe cose sono gravi per chi sputa il campo ogni giorno sul campo: non hai sponsor né incassi, ma solo qualche appassionato che si butta nell'avventura spendendo un po' di soldi. Non c'è prospettiva oggi, non a caso sono due anni che parliamo delle riforme. Spero che ora dopo la pandemia le facciano, bisogna cambiare questo mondo e collocarlo nel sistema calcio italiano. Mi fido sia di Gravina che di Ghirelli, sono sicuro che i due presidenti faranno la scelta giusta: speriamo che in Italia si riparta come è successo nelle altre grandi nazioni europee".

Due parole sul Sudtirol? "Un anno fa siamo andati a visitarli col presidente Bosco, perché eravamo curiosi di capire come ragionassero, vedere il loro centro sportivo... Volevamo parlare con gente che rispettavamo, perché ha le idee chiare. Voglio fare i complimenti alla società: al di là della condizione economica locale favorevole, ma se altri buttano via soldi loro stanno costruendo centro sportivo e stadio senza situazioni di schizofrenia. Sono garbati, uniti, hanno un grandissimo direttore sportivo come Bravo. Sono attrezzati per il salto di qualità, lo meritano e non so se quest'anno ce la faranno, ma glielo auguro al più presto. Sono piazze come Entella e Cittadella che magari nessuno vede, ma che per competenza meritano almeno la B".

L'Alessandria ha fatto venire il braccino al Como? "Quando sei secondo o terzo vivi meglio la pressione rispetto a quando sei primo, lì c'è solo da perdere. Il Como dovrà dimostrare maturità per reggere questo attacco. Con un campionato così lungo e strano, tutti hanno dovuto adattarsi. Alessandria nel girone B e Avellino nel C stanno arrivando verso i playoff con una condizione importantissima, e possono dire la loro".

Nel suo futuro cosa c'è, un ritorno alla vita da agente? "Fino a giugno sono sotto contratto con la Vis Pesaro, tornerò per fare ciò che mi riesce bene. Spero di poter trovare un altro posticino nel mondo del calcio".


Vlado Borozan ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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