Notizie

Bonato: "Il Monza ha vinto tra le pressioni. Serie A? Berlusconi la conosce bene"
30 mag 2022 19:27Calcio
Immagine news

Il dirigente sportivo Nereo Bonato ha così parlato su TMW Radio, durante la trasmissione Stadio Aperto, iniziando dalla promozione del Monza in Serie A: “L'hanno cercata, dopo aver perso in campionato l’occasione. Sono passati attraverso i playoff, con ulteriori pressioni addosso, ma al termine di due partite entusiasmanti ce l'hanno fatta. Complimenti ad entrambe le squadre, in particolare al Monza per l'obiettivo storico raggiunto. Parliamo comunque di una proprietà che conosce molto bene la Serie A…”. Il Pisa avrebbe meritato di più? “Sono stati in testa a lungo e rimasti ai vertici. Avessero battuto il Cosenza in casa sarebbe stato promosso direttamente: c’erano quattro squadre quest’anno che lo meritavano”.

C’è qualche giovane italiano che si è messo in mostra? “Mi viene da dire Fagioli e Gaetano della Cremonese, o Gatti del Frosinone. Ma anche Caso, nonostante a Cosenza lottasse per salvarsi, un po’ come Ranocchia a Vicenza”. Un commento sul ritorno della Cremonese in Serie A. "Hanno puntato a migliorarsi, sempre. Anche nelle difficoltà in Serie C: il Cavalier Arvedi credeva alla Serie A fin dall'inizio e ci è arrivato in un'annata nella quale c'erano forse squadre meglio disposte". La promozione del Lecce era attesa? "Baroni in B aveva già fatto cose importanti in altre piazze, quest'anno ha dato ulteriore valore alle sue qualità. Davanti contava su un tridente che per la categoria è tanta roba".

Dopo 27 anni Ursino lascia il Crotone. "Li ha portati a fare campionati strepitosi, valorizzando anche tanti giocatori di grande livello. Ogni esperienza ha un inizio e una fine: la sua è stata molto lunga perché era legato all'ambiente ma sono sicuro che ora avrà altre occasioni". Messias è all'altezza del Milan? "Ha dimostrato di poter leggere palcoscenici di buon livello e che si può pescare nelle piccole realtà per trovare giocatori comunque importanti. Sta al Milan capire le esigenze future, ma da parte sua il valore si è visto e sicuramente giocherà in Serie A il prossimo anno".

Finale dei playoff Palermo-Padova. "La Serie C è stata di alto livello e dopo le tre promosse avremo la quarta che uscirà da questa finale: da una parte una squadra che già lo scorso anno ci è arrivata vicina, dall'altra una sorpresa come il Palermo, pericolosissima perché gode di una grande condizione psico-fisica. Sulla carta è più forte il Padova, ma occhio anche al ritorno al Barbera...".

Moro è pronto per il Sassuolo? "Ha mostrato di avere dei valori, certo però che Dionisi dovrà prima vederlo da vicino. Il Sassuolo guarda a lungo termine, cercando potenziali protagonisti dei prossimi anni. Il girone d'andata di Moro è stato davvero incredibile, ora serve tempo per lavorarci sopra". Ci racconta la "scoperta" di Berardi? "Domenico dimostrava qualità superiori già nel settore giovanile, non a caso fece un solo anno di Primavera e, una volta aggregato con la prima squadra di Di Francesco, era già titolare". Perché è sempre rimasto in neroverde? "I primi anni erano più per una sua scelta, voleva giocare con continuità e penso temesse di non trovarla nei top club. Credo che dopo l'Europeo sia maturata in lui invece la voglia di giocare in grandi squadre, ma ora il Sassuolo deve trovare la quadratura economica". Il giocatore è completo? "Nel campionato italiano è maturato totalmente, ha assaggiato il palcoscenico internazionale anche con l'Italia. Secondo me è pronto". Come si esce dal momento buio per il calcio italiano? "Il lavoro di Mancini è stato a 365 gradi, sui profili più interessanti anche se giovani e tentando di incentivare i club a farli giocare. Poi c'è da andare in campo senza lasciare nulla di intentato, è una questione di particolari: avessimo segnato quel rigore al novantesimo, saremmo già proiettati verso il Mondiale...". Ridurre di un paio di squadre la Serie A può aiutare? "Per me il numero delle partecipanti cambia poco: in Europa, tranne la Germania, sono tutti a venti. Il punto è che tradizionalmente chi sta davanti sbaglia meno, quindi chi sta dietro fa meno punti. Il prossimo anno poi avremo molte più realtà provinciali del solito e vedremo una lotta salvezza anche più allargata".

TMW Radio Regia
Nereo Bonato intervistato da Niccolò Ceccarini
© registrazione di TMW Radio