Bogdani: "Se possibile, finire questo campionato. Kumbulla sarà da top club"

07 apr 2020 09:23Calcio

Erjon Bogdani, ex attaccante di nazionalità albanese che ha militato a lungo nel campionato italiano, oggi allenatore, ha così parlato a Stadio Aperto, sulle frequenze web di TMW Radio: "Mi trovo bene sia in Italia che in Albania, dove stiamo crescendo. In Italia c'è mia moglie e i miei figli, mentre il resto della mia famiglia è in Albania".

Che emozione sentire il discorso del primo ministro albanese?
"Mi sono emozionato, è una cosa bellissima. L'ha fatta lui, ma poteva farlo chiunque: i rapporti tra Albania e Italia sono sempre stati belli. Quando l'Albania era in difficoltà, l'Italia è sempre stata presente e credo che sia stato un gesto giusto. Anche se l'Albania non è ricchissimo è stata pronta ad aiutare un paese che ci ha sempre aperto le porte. Noi albanesi non scordiamo facilmente quello che è stato fatto per noi".

Com'è la situazione a Salerno?
"Sono con la famiglia e vedo le notizie alla televisione con grande attenzione. Stiamo a casa, è l'unica cosa che possiamo fare per combattere questo virus, non possiamo neanche vederlo e serve fare il possibile per sconfiggere. In Campania la situazione non è come al nord, in Lombardia, e speriamo bene, che si possa presto tornare alla normalità".

C'è qualche scena che l'ha colpita?
"Ho tanti amici tra Bergamo e Brescia, ma anche a Verona perché ho giocato tanti anni al Chievo. Anche loro sono preoccupati per i familiari, qualcuno ha parenti in ospedale, con situazione critica. Faccio un appello a tutti quanti, dobbiamo rimanere a casa per superare velocemente il momento e tornare alla vita normale. Non ho mai visto una situazione del genere prima".

Cosa fate a casa?
"Sì, sto imparando, perché fino a adesso non facevo niente! Ora è importante stare con i bambini, ho un figlio di 9 anni che fa scuola in video-chiamata. E poi ho una piccola di 10 mesi, devo stargli dietro, e dopo due ore ho già i crampi, quindi serve anche mia moglie. Per fortuna stiamo bene, ora c'è da rispettare le regole".

Come si è sviluppato il discorso didattico con suo figlio?
"Sinceramente è stato un po' difficile: quando lo lasci a casa, i bambini come noi, perde gli orari. Si svegliava alle 7, poi andavamo a prenderlo a scuola e lo portavamo a calcio. Ora stiamo cercando di svegliarlo comunque per le 8.30/9, deve essere preparato e studiare con le maestre. La scuola è fondamentale, e anche nelle difficoltà, non va abbandonata. Sto cercando di fargli capire che bisogna studiare e fare i compiti".

Con che spirito, se dovesse essere costretto, tornerebbe ad allenarsi? La Serie A discute tra sospensione e ripresa...
"Io sono abituato che quando si inizia una gara, poi bisogna sempre chiuderla. Da sportivo non mi piace vedere regole a tavolino, decisioni prese negli uffici. Stiamo vivendo una situazione molto difficile, ma spero che prima possibile ci siano le norme per giocare. Anche per i giocatori non sarà facile, ma sono abituati: bisogna concludere questo campionato. Speriamo bene. Se ci fosse un altro mese, mese e mezzo in cui non si può uscire, allora sarebbe difficile non sospendere. Qua stiamo giocando con la vita, e non c'è niente di più importante. Prendere decisioni a tavolino però rischia di creare tanti casini, sia per chi vince, sia per l'Europa che per chi retrocede. Non è facile prendere una decisione, ma il campionato secondo me va finito".

Europei rimandati al 2021. Se dico Gianni De Biasi...?
"Speriamo di poter ripetere quegli anni. L'Europeo che ho vissuto con la Nazionale è stato bellissimo, ho fatto di tutto per andarci da giocatore ma senza riuscirci. Poi abbiamo fatto questa impresa perché De Biasi, con Tramezzani e gli altri, sono stati molto bravi. L'impresa rimarrà nella storia, spero che possa succedere di nuovo".

Che giudizio su Kumbulla?
"L'ho allenato con l'U19 albanese. Lui è un giocatore importante, è stato molto bravo a bruciare le tappe. Non me lo aspettavo così, parliamo di un classe 2000 che si sta mettendo in mostra e gioca come se fosse un veterano. Sa anticipare bene, è alto e forte di testa: può fare bene in qualsiasi squadra. E infatti leggo che lo stanno seguendo tante grandi squadre, anche in Europa. Ha tanto margine di crescita, può giocare ad alti livelli".


Erjon Bogdani, ex calciatore, sull’emergenza Coronavirus a Salerno. In studio Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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