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Bjelanovic: “Conosco bene Basic, è una mezzala sinistra. Sarri lo valorizzerà"
25 ago 2021 20:00Calcio
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L’ex attaccante Sasa Bjelanovic, oggi dirigente sportivo, è intervenuto a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. A partire dall’Inter: “Mi sembra siano ripartiti benissimo. Inzaghi è stato intelligente nel non cambiare tanto, anzi ha lasciato un po’ più di libertà là davanti. Tra quelli che giocano bene c’è Brozovic, che si conferma tra i migliori centrocampisti del campionato italiano”.

Eppure per molti sembra quasi un giocatore “normale”. “Non saprei dire il perché, forse lui stesso non spinge. Gli va bene un ruolo così, non è uno cui interessa la visibilità o ciò che gli altri penseranno di lui”.

Perisic dovrà reinventarsi con Inzaghi? “Sono un grande estimatore di Perisic, è un ottimo professionista e un giocatore completo, di notevoli qualità tecniche e fisiche. Ha un carattere forte, non è facile accettare ruoli in cui non rendi al massimo ma lui l’ha fatto al meglio”.

Basic è pronto per la Lazio? “Glielo auguro, lo conosco perché sono stato suo direttore all’Hajduk e ho fatto l’operazione per cederlo al Bordeaux. Negli ultimi anni è cresciuto tantissimo e ha preso tanta autostima, è una mezzala che può giocare pure da mediano. Ho fiducia in Sarri, da capire dove lo vedrà ma sono certo che lo valorizzerà ancora di più”.

Come si può inserire nel centrocampo a tre? “Per me è un’ottima mezzala sinistra: ha corsa, inserimento e tiro, calcia benissimo le punizioni. Fa assist e crea spazi per gli altri. Ha pure struttura fisica, di uno e novanta, e mobilità”.

Il suo ex compagno di squadra Jorginho ha fatto incetta. “Una bellissima storia del calcio, è arrivato giovanissimo dal Brasile all’Italia. Ricordo che con Mandorlini, prima della partita col Gubbio, era un po’ spaventato… Poi penso come è andata a finire”.

L’Hellas di oggi cosa le sembra? “Spesso ho detto che il vero artefice dei successi del Verona è stato Juric. Si è visto anche che qualche giocatore, venendo via dal suo sistema di gioco, ha avuto difficoltà ad inserirsi in altre società. Li seguo e mi auguro non ci siano tante problematiche, ma penso sia difficile ripetere i due campionati fatti con Juric”.

Cosa farà Mandzukic? “Per come la vedo io è più facile che smetta rispetto al continuare a giocare: è un ragazzo onesto con se stesso e non vuole sentirsi un peso o passare per uno che va a rubare stipendi”.

Lei conosce bene anche Ismajli: Empoli è uno step avanti? “Ho sempre ribadito che lui sia un giocatore interessante e che aveva bisogno, per cosa gli hanno insegnato per tanti anni, di capire certi movimenti. Con Italiano allo Spezia, soprattutto nel girone di ritorno, e spero anche ora con Andeazzoli, è migliorato. Penso lo farà”.

Perché la carriera di Pjaca ha avuto questa parabola? “Credo che in tanti si stiano interrogando sulla risposta. Ha avuto due infortuni gravi ma ormai è passato un po’ di tempo, in teoria il talento sarebbe dovuto venire fuori. Invece non è stato così, o solo per pochissime partite. Juric non gli farà sconti, seppure siano connazionali, ma potrebbe riavvicinarlo a prima dell’infortunio: se non sarà così, difficilmente Pjaca potrà competere ancora sui livelli del calcio che conta”.

Si è parlato di Vlasic per il Milan: è pronto per il salto di qualità? “Ho avuto anche lui all’Hajduk, quando è andato all’Everton era molto giovane, seppure avesse già un centinaio di partite e atleticamente era già formato grazie al papà, allenatore d’atletica. Dopo il CSKA mi sembra maturo: ha solo 23 anni ma con tantissima esperienza alle spalle. In questo Milan più umile potrebbe inserirsi molto bene”.

L’Atalanta è la possibile mina vagante della Serie A? “Glielo auguro di cuore, abbiamo visto l’ottimo lavoro che stanno facendo, con acquisti e cessioni mirate. Imparando dagli sbagli dell’anno scorso, se riescono a correggerli, sulla carta non hanno tanto in meno rispetto ad altre”.

TMW Radio Regia
Saša Bjelanović ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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