Bisoli: "Spalletti ha trovato la chiave giusta per esaltare Osimhen"

12 ott 2021 19:00Calcio

L'allenatore Pierpaolo Bisoli è intervenuto a Stadio Aperto, trasmissione pomeridiana di TMW Radio, parlando dell'attualità calcistica, a cominciare dalla Nazionale e dalla carenza di campioni: "Mancini è stato bravissimo a fra pensare la Nazionale come fosse un club, con un grande senso di appartenenza. La stella era il gruppo, la squadra. Riesce a sopperire con questo spirito alla mancanza di numeri uno al mondo. Ne abbiamo forse tre, ma tutti pensano da squadra".

San Siro ha fischiato Donnarumma, rifarebbe quella scelta al posto di Mancini?

"Ha fatto benissimo perché Donnarumma è uno dei più forti portieri al mondo, se non il più forte. Ha sofferto l'ostilità della gente, ma non penso che un campione di quel livello possa farsi intimorire".

Cosa l'ha più impressionata del Napoli?

"La qualità del gioco, la compattezza di una squadra che ha vinto anche partite sporche. Ciò ha fatto passare in secondo piano il problema legato al rinnovo di Insigne, che quando gioca dà però tutto per la squadra".

Si è parlato molto della crescita di Osimhen

"Spalletti ha trovato la chiave giusta per esaltarlo. Dopo un momento difficile sul piano fisico, è stato bravo a crearsi una realtà e adesso è un valore aggiunto per il Napoli. In questo momento è devastante".

Il Cagliari non riesce a coniugare le ambizioni ai risultati

"È una squadra che dovrebbe stare nella parte sinistra della classifica, ha giocatori di assoluto valore. È l'ennesima risalita che dovrà fare un allenatore, dopo quella fatta lo scorso anno da Semplici. Bisogna andare a fondo ai problemi della squadra e Mazzarri ci sta provando. Non dovranno perdere l'equilibrio e pensare domenica dopo domenica".

Forse non c'era la convinzione di tenere Semplici da parte della società sarda

"Se i giocatori avvertono che l'allenatore è in bilico, al primo risultato non favorevole hanno già l'alibi pronto. L'allenatore è il capobranco di una squadra, Lo scorso anno Semplici ha fatto un'impresa. È successa la stesa cosa a me a Cremona. Le società devono pensarci bene quando confermano un allenatore perché i giocatori avvertono tutto, avvertono la mancanza di fiducia di una società verso un allenatore".

Il Pisa ha un allenatore che invece sente da anni la fiducia della società

"Ha dato piena e totale fiducia all'allenatore, e ciò si è traferito ai giocatori che sono così costretti ad andargli dietro e danno quel qualcosa in più. Chiunque entri, vuole dimostrare di poter essere protagonista in quella squadra. Questo è il segreto di D'Angelo".

Lucca potrebbe subire troppe pressioni da chi già lo vede come futuro centravanti della Nazionale?

"Fra la Serie B e la Seria A c'è ancora tanta differenza. Sta facendo gli step giusti, ma c'è l'ultimo salto che è l'accademia della Serie A, dove ci sono difensori forti, ed è con quelli che devi confrontarti. Contro Chiellini, ad esempio, farebbe grande fatica a trovare quegli spazi che trova adesso in Serie B. Servono due o tre anni per dimostrare di essere un top player da Nazionale".

Come si gestisce il caso Vlahovic?

"È pesante per lui, dal momento che la società ha fatto quello che doveva fare. Ogni tanto servirebbe un po' di gratitudine. Si è messo nella condizione che non può sbagliare neppure uno stop, ma se ha la forza di reggere questa pressione, la Fiorentina ne gioverà, ma deve stare attento. Sarebbe stato giusto che firmasse, e non vorrei si ripetesse un altro caso Donnarumma, che secondo me, dentro di sé, non è contento della scelta fatta. Vlahovic deve ancora maturare".

Che lettura dà di questo inizio di stagione della Juventus?

"C'è stato un momento di ricostruzione, mancavano giocatori importanti. Le sconfitte spesso sono state frutto di episodi. Allegri è stato pratico, andando alla ricerca dei risultati con intelligenza. Non appena recupererà giocatori importanti, la Juventus tornerà protagonista in campionato".

È orgoglioso di suo figlio? "Ha patito un infortunio e non è ancora al top, ma sarà protagonista con il Brescia. Le prestazioni le giudicheranno i suoi allenatori, non sta a me tesser le sue lodi".


Pierpaolo Bisoli intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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