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Bia: "Vi racconto le fatiche per Rojas al Crotone. L'Hellas stava prendendo Macias"
13 ott 2020 19:05Calcio
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L'operatore di mercato Giovanni Bia si è collegato con Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Niccolò Ceccarini e Francesco Benvenuti, iniziando dal suo racconto di questo particolare mercato concluso il 5 ottobre: "Il mercato è stato strano: è mancato tutto il contatto visivo del pre, quegli incontri del martedì, mercoledì e giovedì negli alberghi di Milano. L'ultimo giorno eravamo tutti lì con la mascherina, e c'era molta meno gente del solito, e questo è anche buono perché sono mancati certi elementi che non c'entrano niente. Si è visto anche nella sessione che ha avuto pochi trasferimenti in generale".

Ci racconta delle difficoltà di portare Rojas al Crotone? "Il Cile ha avuto grossi problemi col Coronavirus, e in Italia non lo facevano arrivare direttamente. Siamo riusciti a farlo venire in Italia dopo aver fatto una sorta di quarantena in Croazia. Questi problemi li hanno avuti anche altre squadre

Le visite mediche dove le ha fatte? "In Italia, quando gli è stato concesso di entrare. Il trasferimento internazionale era già concluso, però: il Crotone si è fidato delle visite mediche cui si era sottoposto in Cile prima di venire qua".

Il Verona poteva prendere un giocatore dal Messico, ci diceva... "Sì, è Macias del Chivas. Hanno avuto qualche problema negli anni precedenti, e il presidente non ha assolutamente acconsentito. La trattativa era molto ben avviata, ma i dubbi del Verona hanno fatto infuriare il presidente del Chivas. Quindi non hanno preso Macias".

Cigarini tutto bene? "Ora è a Crotone, e proverà ad aiutare la squadra a raggiungere quella salvezza che è complicata ma non impossibile".

Cosa ne pensa delle possibilità di concludere per il calcio? "Se non si ricomincia, le società di Serie B e C rischiano davvero il collasso".

Poi però ci sarebbe da capire cosa è successo a Trapani. "Si sapeva che da tre anni vivevano sul filo del rasoio. Dovrebbero esserci controlli più severi, le fidejussioni di inizio stagione dovrebbero andare a coprire tutta la stagione sportiva in ogni sua sfaccettatura. Chi si vuole iscrivere, mette i soldi".

Perché i club non si sono opposti alla pausa nazionali? "Sarebbe stato intelligente sospendere la Nations League, una competizione che non ha il valore dei grandi tornei. In un momento di crisi tale, l'appello è di frequentare meno persone possibili, anche perché se prendi il virus ti fermi e anche solo quattordici giorni di stop non fanno bene".

Ci crede alla bolla stile NBA? "Se i calciatori italiani non vogliono che accada una cosa del genere, con loro chiusi sei mesi dentro i centri sportivi, devono fare più attenzione. La bolla è una conseguenza della loro professionalità e del loro spirito di sacrificio. Ci era stato preventivato che con l'arrivo del freddo ci sarebbe stato da fare maggiore attenzioni".

Andrebbe studiato un piano B per questa stagione? "Non voglio pensarci, sarebbe brutto e anticalcistico vedere playoff e playout: il campionato italiano è bellissimo per com'è ora. Champions ed Europa League non puoi cancellarle, ma magari le Nazionali sì... E all'Europeo arriverebbero tutte nelle stesse condizioni".

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Giovanni Bia ai microfoni di Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio