Bertotto: "I tre tecnici toscani di ritorno sono fuoriclasse, ma occhio a Mourinho"

26 lug 2021 19:30Calcio

L'ex difensore Valerio Bertotto, oggi allenatore, ha così parlato a TMW Radio, nel corso di Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando dagli allenatori toscani di ritorno in Serie A: "Tutti e tre hanno grandi capacità, ognuno col suo background e le sue caratteristiche. Sono dei fuoriclasse e l'hanno dimostrato nel tempo". Spalletti a Napoli: è la volta buona? "Con Luciano all'Udinese ho potuto lavorare tre anni e mezzo e abbiamo fatto cose immense. Confermo le grandi capacità e la professionalità del tecnico". Secondo lei è troppo sottovalutato? "Come fai sbagli, non puoi stare simpatico a tutti. Se poi sei bravo e ottieni risultati, con la tua modalità che funziona, il resto non conta". L'Inter è ancora favorita? "Normale che parta con tutti i favori, anche se quando ci sono dei cambiamenti possono essere soggetti a degli scossoni. La scorsa settimana ho commentato Roma-Triestina e vista dal vivo si sente l'aria generata dall'arrivo di Mourinho. Suppongo verrà fuori un bel campionato". Come farà l'Udinese senza De Paul e Musso? "Fare paragoni col recente passato non è corretto perché c'era una filosofia diversa, con un gruppo portato avanti e migliorato in alcuni elementi. Sarà un po' un'incognita, perché va ricostruito un po' tutto. Sono convinto abbiano già identificato gli elementi necessari per poter dare continuità alla Serie A". Sorpreso da Di Lorenzo all'Europeo? "Anche grazie all'infortunio di Florenzi, ma ha fatto un Europeo dalla bellezza dirompente. Il ragazzo è maturato tantissimo". Il Venezia può essere una delle sorprese? "Sono convinto che chi ha un vissuto di anni in una determinata società sia di per sé un valore aggiunto. Se le società si privano di questi elementi, fanno degli errori. Agli Europei abbiamo visto un esempio felicissimo. La serietà di Collauto e Poggi è un sinonimo di garanzia, tanto che anche quando li ho incrociati da avversario con l'Ascoli, ho fatto loro i complimenti". L'Alessandria è tornata in Serie B. "Lì ho mosso i miei primi passi da calciatore vero, è stato molto bello per me vederli approdare ad un calcio di livello superiore, con un'aurea diversa da quella ritagliata fino ad ora". Com'è allenare con il Covid? "C'è un'organizzazione diversa dalla quotidianità, dalla settimana tipo. Prima degli allenamenti c'era da aspettare l'ok dei dottori, una spada di Damocle perenne. Se poi ti ritrovi all'ultimo quattro-cinque titolari fuori, devi adattarti... C'è bisogno di essere consci e seri, ma subentrano altri fattori". Il settore giovanile può ricevere una nuova spinta? "Già quando sei giovanissimo si intravedono doti e capacità, la differenza con l'estero è che giocano molte più partite quando sono più giovani. Ora qualcosa sta cambiando, aspettiamoci che questo lavoro dia nuovi frutti".


Valerio Bertotto ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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