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Avv. Spallone: "Vi spiego perché non c'è il rischio di un commissariamento della FIGC"
16 set 2026 16:35Calcio
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A commentare la vicenda relativa a Giovanni Malagò e la possibilità di commissariamento della FIGC è stato l'avvocato Giorgio Spallone, intervenuto alla radio di Tuttomercatoweb.com: "Il rischio non c'è. C'è un documento previsto dall'art. 21 dello Statuto federale che deve essere pubblicato 30 giorni prima l'Assemblea elettiva, che attesta le candidature. Esiste una commissione che esamina le candidature, verifica se ci sono tutti i requisiti di candidabilità ed emette questo comunicato. E riguarda tutti, candidati presidenti e cariche federali. Sono state tutte ammesse tranne una a presidente. Questo provvedimento è impugnabile entro sette giorni e lo era anche dal Procuratore Federale, qualora si ritenesse non ci fosse un requisito per non essere candidabile. Questo provvedimento doveva essere impugnato entro 7 giorni, davanti al tribunale federale. Tutto questo non è avvenuto, quindi tutte le candidature, non solo quella di Malagò, avevano finito le possibilità di essere discusse. Come finirà? Tecnicamente i passaggi sarebbero finiti. Lo dico da mesi. Essendo divenuta esecutivo questo documento, poi c'è stata l'elezione. Che qualcuno si sia accorto dopo che mancava qualcosa per essere ammessi alla candidatura, tutto questo è coperto da questo provvedimento che ha dichiarato ammissibile la candidatura. A questo punto ogni ulteriore accertamento credo sia un percorso discutibile, visto che siamo tornati proprio a questo documento. Qualunque ipotesi di commissariamento, proposto dalla Giunta al Consiglio nazionale del CONI, ma devono ricorrere alcuni criteri importanti. Mi pare che dopo gli ultimi travagli, mai come adesso la Federazione stia funzionando. Non mi addentro in ragionamento che non siano giuridici, posso ribadire la mia opinione: non sono d'accordo con la risposta data da Chinè circa l'interpretazione che veniva data all'allocuzione 'in regola col tesseramento', che vuol dire avere la tessera. Non vale anche che ci fossero dei precedenti, che non fanno norma. Ma dico che ci sono dei percorsi che vanno seguiti. Per arrivare a un commissariamento servono motivi gravissimi. Si arrivasse a questo, sarebbe una decisione catastrofica per il mondo del calcio, si metterebbe poi in moto un contenzioso infinito, che arriverebbe alla Corte di giustizia europea. Serve stare alle norme, più che ai fatti".

Daniele Petroselli