Adailton: "Sorpreso che Juric rimanga a Verona. L'Atalanta un gol al PSG lo fa"

30 lug 2020 19:25Calcio

L'ex attaccante Adailton, oggi allenatore, ha parlato a TMW Radio, intervenendo nel corso della trasmissione Stadio Aperto, ai microfoni di Francesco Benvenuti: "Credo che nessuno si sarebbe aspettato un campionato così del Verona. Magari una salvezza tranquilla, sì, ma non che ci fosse questa qualità di gioco, in grado di mettere in difficoltà anche le grandi del campionato, pure perché era una neo-promossa, l'ultima essendo passata dai playoff. Un campionato straordinario, sono contento per Juric, con cui ho giocato e che stimo, e per i suoi giocatori: hanno fatto grandi cose".

La prossima il Verona potrebbe essere in parte giudice della salvezza, contro il Genoa. "Ieri un pareggio, visti gli altri risultati, un pareggio non sarebbe stato male. Giocando col Sassuolo, poteva e doveva fare di meglio. Al di là della sconfitta, il segnale preoccupante arriva dalla prestazione. Sono evidenti i grandi problemi del Genoa dopo il lockdown. Sarà molto dura, una batosta così, per 5-0, ti lascia il segno. Il Genoa avrà molto da lavorare, e il grande problema è che non avranno neanche il loro pubblico a Marassi. Credo che il Verona vada a giocarsi la partita, vogliono fare bene e arrivare almeno a quota 50. Ancora è tutto nelle loro mani, e questa è la fortuna".

Sorpreso della permanenza di Juric con una rivoluzione in vista? "Un po' sì, sono sincero. Pensavo avesse proposte e che avesse anche voglia di andare via: non per la piazza, ma in vista del cambiamento che avrà tutta la rosa. Sappiamo che il Verona dipende dalla formazione e dalla vendita dei giocatori, non riesce a trattenere quelli che si fanno valere: la difesa, ad esempio, se ne andrà via quasi tutta. Dovrà partire da zero, ma senz'altro la società gli avrà dato garanzie, e penso abbia già dei nomi nel mirino, insieme al ds D'Amico. Magari in prospettiva riusciranno a trattenere i migliori calciatori, iniziando un percorso simile all'Atalanta".

Quale il singolo per eccellenza della stagione dell'Hellas? "Chi mi ha sorpreso di più, che non conoscevo, è Amrabat. Una capacità di lettura che non si trova: se lo guardi dici che è lento eppure arriva sempre prima lui, e poi sa giocare la palla con i tempi giusti, sia sul corto che sul lungo. Si pensava potesse fare solo Veloso quel lavoro, invece ha dato qualcosina in più: nei contrasti per esempio. Lazovic ha fatto una grande stagione ma lo conoscevo, poi ci sono i giovani come Kumbulla, forse mossi anche dall'entusiasmo della prima stagione in Serie A. Però secondo me con Amrabat la Fiorentina ha fatto molto bene, non è semplice trovare chi sa dare certi tempi al gioco e gestire il centrocampo della propria squadra".

L'Atalanta ora incontrerà il PSG in Champions. Può davvero succedere di tutto? "Penso proprio di sì. L'Atalanta in Europa oggi è forse una delle squadre più in forma fisicamente, e sulla gara secca sono pericolosissimi. Sicuramente il PSG dovrà segnare, e potrebbe non bastarne neanche uno. Sicuramente un gol l'Atalanta lo farà... Io ho avuto il piacere e la fortuna di essere allenato da Gasperini, so quanto bravo è e in questi anni è anche migliorato ancora. Non sembrava semplice ma ci è riuscito, penso che possano arrivare secondi, e se penso che gli è mancato per tanto tempo Zapata, così come Ilicic... Questo ci fa capire quanto ampia sia la rosa dell'Atalanta, e come possa cambiare le partite in corsa. Il Paris dovrà correre tanto, ed ha pochi minuti sulle gambe per la temperatura che ci sarà in Portogallo. Fisicamente i giocatori devono essere in una condizione straordinaria, e per il PSG ci sarà da giocare a un ritmo altissimo".

Che lavoro sta facendo il suo amico Italiano allo Spezia? "In questi tre anni è stato straordinario. Ero nello stesso girone suo in Serie D, e faceva il calcio più bello con il suo Arzignano. Poi quando è arrivato a Trapani ha fatto qualcosa che nessuno si aspettava, portandoli ai playoff e alla promozione in Serie B. Il sapersi sempre adattare a nuove categorie e realtà dimostra quanto sia bravo. Al di là di come andranno i playoff, ha dimostrato di avere grandissime potenzialità e che merita certi livelli".

Al Bologna sono crollate le motivazioni in questo finale troppo tranquillo? "Secondo me non hanno raggiunto quello che si aspettavano quest'anno. Non dico che credevano di arrivare in Europa League, ma almeno di essere lì a lottare. Conoscendo Mihajlovic, pensava di fare qualcosina in più. Da qualche anno fanno bene e si salvano, ma non sembrano mai poter fare il salto di qualità. Per il prossimo dovranno fare qualcosa a livello psicologico: chi ha certe ambizioni non può subire così tanti gol, deve dimostrare più forza. Ne ho parlato anche con Di Vaio, che è in società, e vorrebbero di più: credo proveranno qualcosa sul mercato. In questo momento rischiano di rimanere in quella dimensione, qualcosa va cambiato e spero che riescano, la piazza è bellissima, pronta e strutturata per fare il salto".

La rivedremo a breve in panchina? "Il periodo è difficile, per il momento non ho trovato sistemazione, spero di riuscirci prima possibile perché come tutti ho voglia di ripartire. Ho lavorato molto su alcune cose che potevo migliorare, sento di aver appreso qualcosa, ora sono pronto. Certo, deve arrivare l'occasione giusta. Bisogna sapersi adattare a diverse situazioni, saper come modellare le proprie idee: nei primi mesi ho avuto qualche difficoltà, ora ho migliorato il mio approccio verso certe categorie".


Adailton intervistato da Francesco Benvenuti © registrazione di TMW Radio

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