Dossena: "Ancelotti, Everton scelta rischiosa. Quante difficoltà per Gattuso"

19 dic 2019 20:01Altri sport

In diretta a TMW Radio nella trasmissione “Stadio Aperto” interviene Andrea Dossena, ex calciatore ed ora allenatore, che parla della sua nuova vita da tecnico.

Come è cambiata la tua vita ora che sei mister?

“Si lavora tanto da allenatore, bisognerebbe allungare le giornate per fare bene tutto. La notte prima della partita la testa vaga tra tutte le varianti tattiche provate in allenamento, mentre quando sei calciatore devi pensare solo al tuo raggio d’azione. Ho trovato diverse squadre molto organizzate anche in D, difficilmente trovi la squadra che la butta solo sulla grinta. Gli allenatori anche in questa categoria sono molto preparati”.

Da giocatore che ha calcato palcoscenici importanti, è stato difficile iniziare ad allenare dalla serie D?

“Da giocatore ho iniziato dalla D e sono finito a giocare dove sono arrivato, alla stessa maniera dovrò fare lo stesso processo come tecnico. Pochi calciatori hanno fatto subito bene quando si sono seduti su delle panchine importanti in serie A, iniziare dalla D ti permette di lavorare con molta meno pressione. Secondo me è la maniera migliore per iniziare”.

Sul passaggio di Ancelotti all’Everton:

“È una scelta molto rischiosa, arriva in corsa a prendere una squadra che sta attraversando un momento molto difficile. Dovrà lavorare tanto nel quotidiano per tirare fuori il massimo dai calciatori che hai a disposizione”. 

Secondo te il Napoli ce la farà ad arrivare in Champions?

“Sarà molto difficile per Gattuso, andare a prendere Atalanta e Roma non sarà per niente semplice. L’Atalanta anche con l’infortunio di Zapata sta facendo molto bene, passando anche i gironi di Champions e la Roma sta girando molto bene. L’anno scorso la lotta per il quarto posto andava un po' a rilento mentre in questa stagione mi pare che le aspiranti alla Champions corrano molto”.

C’è qualche allenatore che ha influito particolarmente sul tuo modo di allenare?

“Ho cercato di rubare idee di gioco a tutti gli allenatori che mi hanno allenato. Prendo spunto da diversi allenatori che mi hanno allenato o che ho studiato come Malesani, Marino, Benitez e Gianpaolo. Ci sono altri allenatori che invece non mi sono mai piaciuti e anche da loro ho capito cosa non voglio fare. Un allenatore, nel bene o nel male, ti insegna sempre qualcosa”.

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